Spesso le fotografie e le immagini odierne sono fortemente caratterizzate dalla volontà di stupire o di colpire attraverso l' uso del colore, della tecnologia,
o di effetti speciali.
Il mio è un approccio molto "classico" di intendere la fotografia, anche perchè, prima dell'arrivo del digitale, stampavo personalmente
le mie fotografie da pellicole in bianco e nero.
Ritengo sia fondamentale il poter lasciare alle fotografie il loro significato culturale di documenti anche temporali; per tale ragione,
oltre all'utilizzo del bianco e nero, nessuna mia fotografia viene ritoccata o modificata digitalmente.
Tutte le fotografie sono realizzate con apparecchi fotografici digitali, ma seguono materialmente lo stesso percorso utilizzato un tempo
dalla pellicola. Non vi sono infatti processi successivi di postproduzione.
L'immagine scattata viene trasferita su computer (esattamente come in passato si sviluppava la pellicola) e salvata come file digitale.
Successivamente vengono corretti luminosità e contrasto (esattamente come quando si decideva, visivamente, per quanto tempo lasciare
la stampa nell'acido di sviluppo) e solo in certi casi viene leggermente modificato il taglio della fotografia
(per una più corretta inquadratura) come si faceva un tempo utilizzando un ingranditore fotografico in camera oscura.
Precisazione importante è che tutte le fotografie (salvo quelle realizzate in studio) sono state realizzate senza l' uso di luci aggiuntive
o di flash, ma solo sfruttando la luce presente al momento dello scatto, e questo per non alterare in alcun modo le atmosfere reali,
in piena sintonia con la principale regola del decalogo bressoniano, ovvero: "il fotografo deve essere invisibile e non si deve intervenire sulla realtà".

valentino